Smart working ai tempi della pandemia

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su pinterest
Pinterest
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Print
smart working ai tempi del Covid-19

Oggi più che mai si sente parlare di Smart Working.

Ma sappiamo davvero cos’è? Scopriamolo insieme.

Per Smart working si intende la possibilità di lavorare in maniera flessibile ed autonoma sia nella scelta degli spazi che degli orari e strumenti da utilizzare, creando di conseguenza una responsabilizzazione dei risultati.

Non è però una semplice iniziativa di work-life balance e welfare aziendale per le persone. Un’azienda che decide di attuare lo Smart working innesca un profondo cambiamento culturale e richiede un’evoluzione dei modelli organizzativi dell’azienda stessa.

Come funziona lo Smart Working?

Oltre ad essere un nuovo modo di lavorare che ha lo scopo di bilanciare la qualità del lavoro con la qualità della vita, per la buon riuscita di questa tecnica due sono i fattori fondamentali : l’uso strategico dell’innovazione figitale e la collaborazione tra le persone e l’azienda che adotta questa tecnica.

Come abbiamo detto la tecnologia gioca un ruolo chiave, perché riesce a connettere persone, spazi, oggetti ai processi di business.

Spesso confuso con il telelavoro. Vediamo le differenze.

Il telelavoro è un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda, facilitato dalla tecnologia ed è caratterizzato da una flessibilità sia nell’organizzazione, sia nella modalità di svolgimento. Non va confuso con lo smart working. Questo prevede che la prestazione lavorativa è svolta senza una postazione fissa.

Smart Working ai tempi del Covid-19

Dal 21 febbraio il Covid-19 conosciuto anche Coronavirus è giunto nei confini italiani. Molte aziende hanno deciso , pertanto, di attuare il cosiddetto Smart Working inizialmente nelle aree colpite dall’epidemia, come Lombardia e Veneto ed in seguito l’intera penisola. Lo scopo, in questo caso, è di ridurre al minimo le possibilità di contagio con responsabilità sociale, pur portando avanti le attività di business.

Non tutte le aziende ad oggi erano pronte per un cambiamente così veloce e che rompe gli schemi con la metodologia di lavoro tradizionale.

E’ per questo che sono nati molti strumenti di aiuto e sostegno per le aziende, tra cui ricordiamo “Solidarietà Digitale” promosso dal Ministero per l’innovazione tecnoloica e della Digitalizzazione in collaborazione con Agid.

Lo Smart Working non può, ovviamente, essere la soluzione per “bloccare” l’epidemia ma, con l’impegno di tutti, può rappresentare una misura per ridurre rischi, attenuare disagi e contenere gli enormi danni economici e sociali che questa emergenza rischia di causare. 

Per oggi terminiamo così,

Con l’augurio di aver allietato ed informato anche durante questa emergenza.

Un saluto

Lo staff di comunicazionesulweb

#restiamoacasa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivi

Categorie